Quattro chiacchiere inter nos: cos’è successo a Guida Galattica per Vegetariani?

Penso sia giunto il momento di sederci e fare quattro chiacchiere, perché è davvero da troppo, troppo tempo che latito il problema… 
Lo so, voi sarete da qualche parte in spiaggia a prendere il sole, in qualche città d’arte a godervi le sue bellezze, o ancora a scalare qualche montagna ai confini del mondo, quindi non mi illudo che troverete il tempo di leggere i miei sproloqui. Io, invece, sono nella pioggia edimburghese, anche se non posso certo lamentarmi dell’estate che abbiamo avuto quest’anno, un’estate che, almeno dal punto di vista climatico, mi ha regalato tanta gioia. 
Questo post è “il lavoro sporco che deve essere fatto e che qualcuno deve pur fare”. E, ovviamente, quel “qualcuno” (per ovvie ragioni) posso essere soltanto io. 

Come i più acuti tra voi avranno notato, sono MESI che non posto. Sì, avevo scritto l’articolo sulle maionesi vegan a confronto, ma dopo circa tre mesi di silenzio. Ero rimasta altresì sorpresa che avesse ricevuto un ottimo riscontro da parte vostra, proprio perché erano mesi e mesi che non davo segni di vita, per lo meno sul blog. Su Facebook e Instagram sono sempre attiva, perché devo dire che scrivere uno status su Facebook o fare una foto e metterla su Instagram mi porta via molto meno tempo che sedermi e pianificare contenuti scritti con regolarità.
Ad ogni modo, dopo quel post, sono di nuovo tornata nell’ombra. Le visite al blog sono al minimo sindacale, roba che nemmeno quando ero agli esordi e cercavo di far tarellare la baracca erano così misere.

La colpa è mia e mia soltanto, questo non lo nego. Eppure ci sono motivazioni e cause di tutto rispetto dietro la mia sempre decrescente voglia di scrivere su queste pagine. E dato che ormai sarete rimasti in quanti, 5 o 10 a leggermi?, ho deciso di raccontarvi un po’ dei motivi che mi hanno spinta – e mi spingeranno – a essere sempre meno presente sul blog.
Non fraintendetemi, amo Guida Galattica per Vegetariani, è e resterà per sempre il frutto del mio duro lavoro, nonché una missione che voglio continuare a portare avanti, anche se non so bene in che modo. Fino al 2019 non ci sono nemmeno problemi di rinnovo di spazi online o simili, quindi va bene così. Ma, visto che ormai sono anni che ci conosciamo, penso di dovervi in qualche modo (e sempre che vi interessi qualcosa) delle spiegazioni, quindi iniziamo. 

Il motivo principale per cui, dal senso più stretto a quello più lato, non riesco a portare più contenuti sul blog, è la mia vita in UK. Dico da quello più stretto a quello più lato perché, in effetti, davvero abbraccia una miriade di cause e problemi che, mano a mano, hanno portato a uno sfoltimento dei contenuti. 

Tanto per cominciare dai fattori più pratici e tecnici, non posso più fare recensioni di prodotti. Quello che viene venduto da queste parti non è quello che si trova in Italia. Certo, potrei parlarvene lo stesso, sia mai che vogliate ordinare su Amazon o facciate gite frequenti in UK, o fuori dall’Italia più in generale. Ma è davvero utile parlare di qualcosa che posso provare quasi solo io? Che tipo di interesse susciterebbe in qualcuno che ha solo la Coop a cui attingere per i propri prodotti vegan? Nessuno. Ai miei occhi, non ha tanto senso. Forse ne avrebbe di più se facessi la YouTuber e provassi di tanto in tanto prodotti strani, ma ho scelto la via del blog, non dei video, e quindi resta una cosa inutile. 

Per la stessa ragione – ossia il fatto che vivo all’estero – non ho più collaborazioni con nessuna, e dico nessuna, azienda italiana. Sì, perché a parte improbabili proposte ricevute tipo “venderesti il tuo sito?” (…), chiunque mi abbia contattata negli ultimi tre anni, eccezion fatta per quello 0,5% di aziende che esportano anche all’estero, appena ha sentito le parole “spedizione all’estero” si è letteralmente dato alla macchia. Cioè, nemmeno uno straccio di risposta. Il che, a mio avviso, è pure una cafoneria, ma sorvoliamo. Questo significa che, davvero, non posso parlare di prodotti italiani, perché nessuno me li manda. Ovviamente è più che comprensibile nel caso di prodotti freschi tipo formaggi vegani, ricordo che quando MozzaRisella mi mandò il pacco nel 2014, mi arrivò in 24 ore ed il suo contenuto era immerso nei sacchetti col ghiaccio. Non sarebbe possibile fare una cosa del genere a 2000 km di distanza. Ma se si parla di prodotti a lunga conservazione o secchi, la questione si riduce al fatto che le aziende non hanno voglia o soldi da investire nel mio blog. 

Aggiungiamo a tutto questo che non posso presenziare a eventi italiani. Spesso mi sono arrivati inviti su Milano, ma io ormai vivo qua, non posso certo spendere centinaia di sterline per andare a una cena di poche ore, o a un evento di mezza giornata.
Ho pensato anche di scrivere in inglese e rivolgermi al pubblico anglofono, ma… seriamente? Non lo trovo corretto. Il mio blog è nato in italiano, per gli italiani, e dà informazioni in italiano. Sarebbe abbastanza un minestrone mischiare le due lingue, e so che molti di voi non avrebbero voglia di leggere in una lingua con cui magari sono pure poco familiari.

Passando a motivazioni un po’ più personali, non ho paura di dirvi che da quando mi sono trasferita in UK, dal 2015 ad oggi, me ne sono successe di ogni. Per me scrivere richiede, oltre al tempo dedicato alla ricerca delle informazioni e delle fonti, alla pianificazione e alla stesura dei contenuti, una certa serenità mentale e d’animo. Cosa che, purtroppo, mi è venuta spesso a mancare negli ultimi tre anni, oserei dire quasi senza pause di sorta. Questo è anche il motivo per cui ho smesso di scrivere narrativa e inseguire il sogno di essere scrittrice. So che magari da Facebook o, soprattutto, da Instagram, non si direbbe, ma ho passato dei momenti di pura disperazione e depressione, non ho motivo di nasconderlo. 

Nel 2015, quando ero a Brighton, mi ritrovai per strada dalla sera alla mattina, tutto grazie a persone con grossissimi problemi relazionali e mentali, che tuttora, al solo pensarci, mi creano grande panico e ansia. Decisi quindi di spostarmi da Brighton a Edimburgo, sperando di lasciarmi alle spalle la situazione e di trovare un po’ di tranquillità. Invece, nei primi mesi a Edimburgo, mi ritrovai a vivere con quello che si rivelò essere un maniaco, che ad oggi ancora mi stalkera in modo anonimo. Purtroppo, avendo ai tempi pochi soldi e non ancora un lavoro, dovetti accettare la convivenza forzata per quattro mesi, in quanto la stanza da lui offertami era davvero poco costosa. Questo fino a quando, finalmente, riuscii a trovare un lavoro e ad andarmene, e finire a vivere con quello che divenne il mio storico coinquilino vegano.

La fine del 2015 e la prima metà del 2016 sono stati l’ultimo periodo di serenità, infatti in quei mesi ero stata molto attiva sul blog, avevo indetto il giveaway, avevo scritto il resoconto del viaggio a York e a Londra, e tante altre cose. Ma poi la mia sfortuna decise di riaffacciarsi: il padrone di casa aveva preso la decisione di vendere l’appartamento, e il mio simpatico coinquilino vegano fece sì che, per una serie di circostanze a suo favore, io mi ritrovassi di nuovo in mezzo alla strada, con le valigie e i miei effetti personali nelle buste del supermercato. 
Dopo mesi di ricerca di case e di rigetti, e dopo aver trasferito numerose volte le mie cose dal mio ragazzo, e poi dalla sua vecchia casa a quella nuova, a fine 2016 trovai una bella sistemazione (mostratavi anche su Instagram), che, dopo neppure tre mesi, si rivelò essere un altro incubo.
Il mio vicino al piano di sotto, un coetaneo con problemi non meglio specificati, ad ogni mio minimo segno di vita (e parliamo di cose quali aspirapolvere o sciacquone del water) si esprimeva in violentissime e feroci bussate contro muri e soffitto, urla di una rabbia inaudita e insulti. Mi ha perfino mandato la polizia per aver usato il bagno! Mi ha traumatizzata per mesi, e tuttora ho paura di sentire la sua voce se mi cade qualcosa per terra.
La ragazza che prima di me viveva nell’appartamento lo aveva già denunciato e portato in tribunale per molestie e insulti razziali (era polacca), ma poi è caduto tutto. Io ho provato a coinvolgere polizia e qualsiasi ente potesse aiutarmi, ma nessuno ha voluto fare nulla, quindi morale della favola lui è ancora là a spaventare chiunque si trasferisca nella casa, e io me ne sono dovuta andare a inizio di quest’anno. 

Ed è stato questo il momento in cui ho smesso di postare. Durante il periodo della “casa da incubo” ho tentato di riprendere le fila col blog, ma risultavo comunque scostante poiché avevo sempre qualcosa di cui preoccuparmi. Vivere col terrore di far cadere una mela per terra non lo auguro a nessuno, onestamente. A febbraio di quest’anno ho quindi lasciato quel posto infernale, ma non riuscendo a trovare una casa in tempo, mi sono dovuta trasferire di nuovo dal mio ragazzo, a tempo indefinito. Fortuna ha voluto che, nemmeno in due settimane, io abbia trovato un posto molto bello, anche se più costoso del precedente. E quindi un altro trasloco. Dio, ho contato le volte in cui ho traslocato nella sola Edimburgo, e sono una decina. Come potevo stare dietro al blog in queste situazioni di estremo stress? 

Insomma, da marzo sembrava che le cose si fossero finalmente sistemate. Stavo ancora cercando di mettere insieme i pezzi, dato che nella nuova casa avevo dei problemi con alcune utenze e altre piccole cose, quando un nuovo, potente ostacolo, si è affacciato. Poteva andare tutto bene? Ovviamente no. 
Il giorno dopo aver postato l’articolo sulle maionesi, sono stata licenziata a sorpresa. Anche in modo meschino, se vogliamo dirla tutta. Niente preavviso, nulla di nulla. Per chi se lo stesse chiedendo, lavoravo da quasi tre anni come responsabile marketing e comunicazione presso dei saloni di bellezza a Edimburgo, e lavoravo da casa, ecco svelato il motivo per cui ero così presente sui social in modo costante. Non ero particolarmente contenta del mio lavoro dato che lavorare da casa non mi si addice, ma se non altro mi permetteva di accumulare esperienza nel campo qua in UK, e (a stento) pagare il posto appena trovato e tutto il resto. E invece, boom.

Ovviamente, nonostante lo shock, spinta dalla paura di perdere la casa e tutto il resto, mi sono subito attivata per cercare altro, ma trovare il mio lavoro in questa città non è per nulla facile. Per nulla. Sono entrata in una fase di profonda depressione, soprattutto a seguito delle centinaia (non è un’iperbole, ho una cartella su Gmail con tutti i rigetti ricevuti) di rigetti da parte di qualsiasi posizione minimamente inerente al marketing e alla comunicazione. 

In questo stato mentale e d’animo, non me la sentivo proprio di scrivere. Per dire cosa poi, considerando che di commentare news non ne avevo voglia, e che prodotti non ne posso recensire in ogni caso? 
Dopo mesi passati a fluttuare nel nero, ho deciso che, basta, ero stufa, mi sono detta che se nessuno mi dà un lavoro, allora il lavoro me lo creerò io. Credo che dopo tutta la merda piovutami addosso dal 2015 ad oggi, il punto sia che o faccio a modo mio, o me ne vado. Dove non lo so, ma onestamente non vedo molte alternative.

Ho deciso di dare alle mie capacità un’altra chance, l’ultima per la verità: aprire la mia caffetteria vegana, dove le torte le farò io. Chi mi conosce – e anche voi che mi conoscete da anni su queste pagine – sa quanto ami i dolci, e soprattutto quanto ami farli. E sa anche che aprire una pasticceria o simili, è sempre stato un mio piccolo sogno nel cassetto. 
E’ tutto pronto. Mi fa paura, ma sono anche molto emozionata, è così eccitante e sta accadendo così in fretta! Ma non sto sbagliando nulla, quindi incrociamo le dita, e se avete letto fino a qui, incrociatele per me. 

Vi sto dicendo tutto questo perché, viste le cose, avrò sempre meno tempo per stare dietro al blog. Un blog che mi ha dato tanto e che significa molto per me. E che NO, non venderò MAI, giusto per rispondere a quelli che me lo hanno chiesto. Questo sito mi ha permesso di conoscere persone molto belle e che sono diventate ora amiche, e anche di costruire una piccola community. 
Guida Galattica resterà online, e cercherò di creare contenuti quando mi sarà possibile. Nel mentre, sentitevi liberi di continuare a seguirmi su Facebook e Instagram, così non ci perdiamo di vista! 

 

Grazie per aver letto fino a qui, e per il supporto e l’affetto che mi avete dimostrato negli anni. Non è mai stato ignorato, né mai lo sarà. 

Un abbraccio, 

Jules