I miei ratti… vegani!

Oggi vi propongo un articolo un po’ diverso dal solito, dato che parliamo di animali domestici. E le bestioline di cui scriverò non sono i classici cani, gatti, pesci rossi, criceti o coniglietti… ma ratti. Ebbene sì, non gatti, ma ratti domestici. E’ buffo come sia in inglese che in italiano i ratti e i gatti, tecnicamente nemici per natura, siano separati da una sola, iniziale lettera. Perché questo porta spesso la gente a chiedere “hai detto che hai dei gatti?”, generando malintesi quasi degni delle commedie all’italiana… 

In Italia i ratti non sono popolarissimi in veste di animali domestici, mentre devo dire che in UK spopolano, e si trovano nei comuni negozi di animali, sia che vogliate adottarli sia che preferiate acquistarli. 
Io ho preso i miei Patrick e Sean Bateman a novembre, e da allora siamo molto felici insieme. Patrick è forte, deciso, esploratore e sempre pieno di energie (a qualsiasi ora), Sean è coccolone, sensibile, pensatore, amante dei propri spazi e anche un po’ permaloso (se si offende, non ti “parla” per una giornata). Avendo avuto sempre cani, i ratti per me erano una novità assoluta, ma devo dire che in questi mesi ho imparato molto e molto in fretta. 

Come si fa a dire che sono brutti?
Come si fa a dire che sono brutti?

Al suono della parola “ratto” le persone hanno in generale una reazione negativa, e spesso poco piacevole, anzi, oserei dire irritante. C’è chi si spertica nel canonico “che schifo!“, chi in un maleducato “che brutti”, chi subito obietta “ma la coda, bleah!“, chi fa semplicemente smorfie di disgusto, dimenticando che i ratti sono solo una versione più grossa dei criceti, per i quali tutti, invece, vanno in visibilio. Devo confessare che queste reazioni mi fanno davvero pensare al fatto che, alla fine della fiera, gli esseri umani sono davvero superficiali, e basano molti dei loro sgradevoli giudizi su fattori inconsistenti quali una coda, ad esempio. Dovessi avere a che fare con le persone unicamente in base a quanto sono esteticamente piacevoli, temo farei prima a isolarmi in una torre. Ma non voglio essere troppo caustica, dai. Dalla mia, posso dire di aver aggiunto un argomento in più alla lista nera dei topic da non toccare se parlo con gente che non conosco. Il primo di questi topic, ovviamente, è il mio veganismo. 

Iniziamo col dire che i ratti non sono topi. Ho sentito innumerevoli persone definirli “topi”, il punto è che, per quanto siano simili, ratti e topi non sono per nulla la stessa cosa, sarebbe come definire noi umani scimmie: simili, sì, ma non proprio uguali. Lo so che chiamarli “ratti” sembra quasi brutto data la connotazione negativa che da sempre contraddistingue questi roditori, però è quello che sono, non possiamo mica cambiarlo. I ratti sono molto più grossi dei topi, sono più puliti, più intelligenti e, in natura, ne sono perfino predatori. Pare che, infatti, molti abbiano risolto il problema dei topi in casa grazie ai propri ratti domestici, in quanto l’odore terrebbe lontano i loro invasivi cugini. Guardatevi “Brisby e il segreto di Nimh” :D

Io e Patrick
Io e Patrick

A dispetto della brutta reputazione che da sempre li accompagna, i ratti sono una delle più fantastiche tipologie di animale domestico che si possa avere. Sono praticamente dei cagnolini in miniatura: rispondono al loro nome, corrono, giocano al riporto, fanno le feste, fanno le coccole, puoi insegnar loro trucchetti (anche dare la zampa!) e tanto altro. Sono incredibilmente intelligenti, estremamente affettuosi, hanno delle personalità molto definite, e al loro amico umano donano tutto il loro amore, e la loro, ahimè, breve vita. Sì, perché l’unico difetto che hanno questi simpatici roditori è la lunghezza della loro vita: il massimo è 3 anni. Spesso, data la loro delicatezza, muoiono molto prima, a causa di tumori (a cui purtroppo sono soggetti, del resto è il motivo per cui vengono usati nei laboratori di ricerca) o di malattie respiratorie. E proprio in relazione ai tumori, ecco che mi allaccio alla dieta

I ratti, al contrario di porcellini d’india o criceti, sono onnivori. Questo significa che, tecnicamente, possono mangiare di tutto: pasta, pane, pizza, patate, verdure, frutta, cereali, legumi e molto altro. Molti credono che possano seguire la stessa dieta dei criceti, ma questo non è vero: i semi, infatti, sono troppo grassi e pesanti per i ratti, e quindi è bene non darglieli.
Oltre ai semi, ci sono alimenti che possono danneggiare la salute dei nostri piccoli amici, come per esempio qualsiasi cosa contenga lattosio o troppe proteine animali. Se vi fate un giro su YouTube, vedrete che sono in molti a dare ai propri ratti cibi quali pollo e uova. I miei ratti, invece, sono vegani.

Paddy mangia spaghetti da vero ratto italiano
Paddy mangia spaghetti da vero ratto italiano

Quando li ho portati alla prima visita di controllo, ho chiesto al veterinario se potessi evitare di dar loro carne, e lui mi ha risposto di sì, ma che se comunque avessi notato delle stranezze, di provvedere di conseguenza. Ma devo dire che non ho mai notato nulla di strano, anzi, Paddy e Seanie sono sempre molto vivaci e pronti all’avventura, amano le carote, il farro, il cavolo nero, i broccoli, le banane, l’avena. Sean apprezza particolarmente la pasta, sia cruda che cotta, mentre Patrick ama i sapori forti, come i ravanelli. Entrambi hanno assaggiato il tofu e il Quorn, e devo dire che non li disdegnano affatto! 
Le crocchette che gli compro, le Science Selective, sono piuttosto costose, ma sono completamente a base di proteine vegetali, loro le adorano e durano comunque un mese abbondante. Le prime che avevo acquistato costavano meno, ma una volta resami conto che tra gli ingredienti figurava il pollo, me ne sono sbarazzata.

Seanie e il tofu
Seanie e il tofu

In uno di quei documentari reperibili su Netflix, uno di quelli dove si evidenziano i pro di una vita senza carne (non ricordo il titolo), gli esperimenti sui ratti di laboratorio avevano evidenziato che la carne, in particolare il pollo, aumentava di parecchio – o sviluppava! – il rischio di tumore al fegato, mentre una dieta priva di proteine animali li manteneva in salute. Questo è stato l’elemento definitivo che mi ha fatta propendere per il non dare carne ai miei ratti. E non sono l’unica, conosco altre persone che hanno fatto questa scelta, e i loro rattini sono perfettamente in forma. 

Insomma, sono contenta di vedere che i miei due piccoli amici siano sani e vispi anche in assenza di carne, e vederli addentare le foglie di cavolo nero con avidità, anziché cosce di pollo, mi riempie di gioia. 
Spero di donargli una vita piena di belle cose, in modo che sia breve sì, ma intensa! 

Se avete domande sui ratti domestici in generale, scrivetemi pure :) 

Alla prossima!