Intervista a James Aspey, l’attivista vegan più famoso del mondo

Qualche settimana fa, in occasione del rilancio del blog, ho provato a mettermi in contatto con James Aspey, a cui avevo dedicato un articolo a gennaio, per chiedergli un’intervista. Se non avete letto l’articolo in questione, e non avete idea di chi sia James Aspey, vi rimando quindi al post (linkato sopra), così saprete di chi sto parlando… 

Insomma, gli ho scritto prima su Facebook e poi, dato che su Facebook venivo rimandata a un indirizzo e-mail per “fini commerciali”, per e-mail. Mai ci avrei scommesso, ma dopo un paio di giorni mi ha risposto la sua assistente, Nellie, che mi dice che James è in viaggio verso il Regno Unito (toh!), ma che è riuscita a parlargli e lui ha acconsentito a un’intervista telefonica. Io, tutta contenta, le dico che ho bisogno di un paio di giorni per pensare alle domande e tutto il resto, invece lei mi risponde quasi subito dicendo che James può concedermi un’intervista alle 5pm dello stesso giorno. Grande panico.
Primo, non ho le domande pronte; secondo, è in inglese; terzo, è in inglese al telefono, e non so se avete visto il video di James, ma il suo accento non è certo quello a cui sono abituata da queste parti. 
Alla fine mi dico “vabè, ora o mai più”, confermo l’appuntamento, passo una giornata a inventarmi domande a caso, e facciamo questa intervista, che fila liscia. Vorrei caricare anche la versione in inglese, ma preferirei avvalermi dell’aiuto di qualcuno dei miei amici madrelingua per la trascrizione, quindi non so quando avverrà. Intanto, beccatevi la versione italiana. Buona lettura!
(ah, e visto che mi è costata una fatica boia tutta la questione, per favore, almeno un click sulle pubblicità sarà apprezzato, grazie!)

 

INTERVISTA A JAMES ASPEY

AspeyJules: Conosco la tua storia, come sei diventato vegetariano prima e vegano poi, conosco le ragioni dietro queste decisioni, quindi quello che vorrei chiederti è: quando hai deciso di iniziare a fare quello che fai, intendo dedicare la tua vita all’attivismo, tenendo discorsi, proteste, etc, sia in Australia che nel mondo?

James Aspey: Mi sono reso conto molto presto, fin da quando sono diventato vegetariano, che questo è un argomento che richiede molta attenzione ed è molto importante, ma sembrava che non ci fosse molta gente che ne parlasse apertamente. E penso che fosse perché non esiste una gran connessione tra l’evitare le crudeltà sugli animali e la responsabilità di fare concretamente qualcosa in merito. Quella responsabilità è diventata più forte quando ho visto in prima persona le vittime degli allevamenti intensivi, dell’industria casearia, quando ho visto quegli animali, terrorizzati e sofferenti, morire, venir mutilati, torturati. Quando li ho visti dal vivo, non in un qualche video su YouTube, allora ho deciso che avrei usato la mia voce in loro difesa e li avrei aiutati.

E in che anno è iniziato tutto questo?

E’ iniziato tutto verso la fine del 2012. Nel 2013 ho passato un anno a studiare i diritti degli animali e a migliorare le mie argomentazioni. Poi, il 1 Gennaio 2014, dopo aver rispettato il mio voto di silenzio in difesa degli animali per un anno, quando ho ripreso a parlare, è stato là che ho iniziato a tenere discorsi in pubblico. 

Hai viaggiato molto nel mondo e hai tenuti i tuoi discorsi davanti a gente diversa, qual è stato il pubblico più ricettivo finora? Ci sono davvero differenze tra, che so, il pubblico australiano e quello europeo?

Il pubblico più ricettivo che abbia mai avuto è stato in India. Si sono dimostrati di mentalità molto aperta verso quello che dicevo, anche perché loro sono già ben disposti verso il vegetarismo. Rispettano le mucche, quindi speravo che capissero anche come l’industria casearia sia davvero crudele nei loro confronti. Sono molto ricettivi per quanto riguarda il messaggio in sé. Invece di essere stato contestato per essere vegan – e quindi diverso -, mi hanno rispettato e sono rimasti impressionati dalla mia scelta. In America, Australia, Europa, ho notato che la situazione è sempre la stessa, le persone trovano sempre le stesse scuse, come per esempio che gli animali vengono uccisi in modo umano e così via. Sempre le solite giustificazioni, le stesse che usavo io. Ma penso che al giorno d’oggi, con tutto quello che si sente in relazione alla carne, le malattie, etc, l’argomento stia attirando molta attenzione e stia diventando mainstream, il che incoraggia un sacco di gente a diventare vegan. 

Come prepari i tuoi discorsi? Vieni ispirato da qualcosa? E come ti prepari quando devi tenerli? Sei nervoso, sicuro di te, rilassato…

Sono molto sicuro dei miei discorsi, so esattamente quello che ho intenzione di dire. Il mio obiettivo principale è quello di riuscire a contestare tutte le obiezioni che mi vengono mosse, che sono sostanzialmente una decina, tipo da dove prendi le proteine, l’uomo è nato per cacciare, le piante hanno sentimenti, cose del genere. Ma cerco anche di fare dell’intrattenimento, portando un po’ di divertimento nelle mie storie, in modo da mantenere un buon equilibrio tra il messaggio “pesante” del crudele abuso e uccisione degli animali, e il mio percorso personale di come sono diventato vegan. Raccontando di me e di come è andata nel mio caso, la gente può relazionarsi, trovare delle similitudini con ciò che ero prima di diventare vegan. Prima di iniziare ogni mio discorso spendo sempre circa 5 minuti a pensare perché sono là. Penso agli animali, a quello che passano, penso che se riuscirò a cambiare almeno una persona, avrò fatto la differenza. Ogni singola opportunità che ho di tenere i miei discorsi è importante, e per me significa molto.

AspeyParliamo del tuo discorso più famoso e di Facebook. A un certo punto, dopo milioni di visualizzazioni, Facebook ha deciso di censurare il video perché conteneva scene di abusi e torture sugli animali. Cosa pensi di questo comportamento, e in generale, della politica di Facebook? Pensi sia giusto proteggere le persone sensibili tramite la censura, o devono affrontare la verità nuda e cruda? 

Credo che se le persone sono disposte a pagare qualcuno che si macchia di abuso e uccisioni, dovrebbero almeno essere disposte anche ad assistervi con i loro occhi. Penso che se una persona è disposta a pagare qualcuno perché faccia cose del genere, ma poi non riesce a guardare quello che accade… trovo che sia (qui esita qualche secondo, NdJ)… vergognoso. Se è talmente orribile che non riesci nemmeno a guardare, allora non dovresti far sì che accada. E’ chiaro che dovrebbe essere così. Come puoi infliggere tali atrocità e sofferenze ad esseri innocenti e non essere in grado nemmeno di guardare… tutto ciò mi disgusta. 

Come ho detto, anche se vivo nel Regno Unito, il mio blog e follower sono italiani. Sei mai stato in Italia per promuovere il veganismo? E visto che sei in Europa, quali sono le tue prossime date da queste parti? 

Verrò in Italia a un certo punto, è solo che non sono ancora stato invitato e la mia agenda è piena fino alla fine dell’anno. Prossimamente ho in programma un po’ di tappe in UK, nei dintorni di Londra, poi partirò per il Canada, dove resterò per due settimane. Poi andrò in Romania, e i discorsi continueranno fino alla fine di quest’anno. Terrò discorsi che incoraggino le persone a diventare vegan, e altri discorsi per incoraggiare i vegani a diventare attivisti.   

Cambiamo argomento e spostiamoci su YouTube. In un video hai difeso una chef che aveva affermato di non interessarsi affatto agli animali. In quel video hai anche detto che, più tardi, è tornata indietro, è venuta da te e ti ha detto che avrebbe provato a essere vegana per un mese se fosse uscita con te, cosa che da quanto ho capito è poi successa. Avevo letto diversi commenti sotto al video che dicevano che non era stata una scelta opportuna, che “per uscire con James Aspey devi dire di non essere vegan”, e qualcuno ha addirittura usato la parola “prostituzione” (che mi è sembrata decisamente troppo!). Cosa pensi di queste affermazioni? Pensi che sia tutto lecito al fine di convertire la gente al veganismo o ci sono dei limiti?

Penso semplicemente che tutti dovrebbero darsi una calmata, siamo semplicemente usciti dopo cena, non chissà cosa. La ragazza era ovviamente tornata indietro perché era interessata ad approfondire l’argomento e a passare un po’ più di tempo con me, e a me va assolutamente bene! Se esiste un modo per unire l’utile al dilettevole, per me è fantastico, e se vuole diventare vegana per un mese per un dopocena con me, lo trovo comunque grandioso. Uscirei con chiunque per una ragione simile. Abbiamo parlato davvero a lungo dell’argomento durante l’uscita, e questo è quanto… Le persone sono libere di fare quello che vogliono, e se vogliono provarci con qualcuno per diventare vegan per un mese, è una loro scelta, e non ci vedo niente di male. Alla fine della fiera, per me si tratta degli animali, e se questo significa che una persona mangerà un pasto a base di prodotti animali in meno, fantastico, se vorrà passare un mese intero da vegan, magnifico, a me va benissimo. Se anche si trattasse di prostituzione, poi, alla fine è il tuo corpo e sei libero di farci quello che vuoi! 

James AspeyCome personaggio pubblico, che rapporto hai con gli haters, i troll e le critiche in generale?

Se le critiche sono fondate, perché magari ho detto qualcosa che ha offeso qualcuno, perché ho usato le parole sbagliate o esempi sbagliati, allora sono completamente aperto a riceverne perché voglio migliorare il più possibile. Se la gente invece vuole essere solo maleducata e aggressiva nei commenti che lascia, non la prendo sul personale, non è che ce l’hanno con me, ce l’hanno col messaggio. Se qualcuno non gradisce il confronto e si mette sulla difensiva, mi dispiace per quella persona, perché si sente chiaramente a disagio e arrabbiata. Vorrei che tutti si sentissero a proprio agio e sereni, ma se questo non accade non accetto la loro rabbia. Non la prendo sul personale e, anzi, me l’aspetto, è parte del lavoro, e per ogni persona arrabbiata ce n’è un’altra non vegan che legge quei commenti negativi e pensa che quell’individuo stia passando il segno, e che io stia dicendo cose giuste. Alla fine su internet te l’aspetti, e credo che ne valga la pena perché questi commenti possono davvero fare la differenza nella vita di una persona.    

Parliamo un po’ di cibo. Quale piatto useresti per convincere un onnivoro a diventare vegan?

Bella domanda… Hmm, se volessi convertire qualcuno gli chiederei qual è il suo piatto preferito, non importa quale, e gli preparerei la versione vegan! Se gli piacciono le lasagne, gli preparerei le lasagne vegan, con il formaggio vegan… se gli piace il gelato, gli darei del gelato vegan, se vuole una torta al cioccolato, gli farei una torta al cioccolato vegan. Dipende dalla persona, troverei la ricetta e la veganizzerei!

Ottima risposta!

Parlando sempre di cibo, ecco una domanda molto specifica. Tantissime persone dicono di avere a cuore gli animali, ma spesso solo quando si tratta di carne. Quando si parla di pesce, le cose cambiano, e molti vegetariani che si definiscono tali mangiano pesce. Perché accade, secondo te? Credi ci sia una ragione in particolare, o si tratta solo di essere meno sensibili nei confronti di animali che non hanno voce? 

Beh, molte persone credono che i pesci non provino dolore, e non riescono a empatizzare con loro perché non urlano e le loro facce non mostrano emozioni. Poi c’è anche da dire che molta gente è convinta che debba mangiare un qualche tipo di carne, e se devono per forza sceglierne uno, scelgono il pesce, perché pensano siano animali meno importanti, e questo non è vero. Provano dolore proprio come noi, hanno una loro intelligenza, diversa dalla nostra, e in realtà sono gli animali più sfruttati del pianeta. Solo perché vivono nell’oceano non significa che le loro vite valgano meno, e nessuno che affermi di essere vegetariano e mangia pesce è vegetariano, è pescetariano. E se sei vegetariano per etica, non ha nessun senso che tu mangi pesce. L’unica scelta etica possibile se vuoi rispettare gli animali è diventare vegan, ecco cosa si dovrebbe fare. E per quanto riguarda i molluschi, la scienza non ha ancora appurato se provino dolore o meno, ma io preferisco concedergli il beneficio del dubbio e non mangiarli. E’ facile vivere una vita senza ostriche! 

Ultima, ma non meno importante… da dove prendi le proteine? 

Bella domanda! Le proteine si trovano più o meno in tutti cibi, ce ne sono alcuni che ne sono ricchi, e altri che lo sono meno o affatto. Io assumo la mia dose di proteine da frutta, verdura, cereali, semi e legumi. Onestamente, credo di preoccuparmi meno delle mie proteine adesso che prima di diventare vegan. Ci sono studi scientifici, poi, che dimostrano che i vegani hanno meno carenze nutrizionali dell’onnivoro medio…!

 

Fine delle domande (e delle risposte)!
Ringrazio nuovamente James per la disponibilità, e spero che questa intervista vi sia piaciuta! Fatemelo sapere su Facebook o sugli altri social!

Alla prossima!